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Chilgung e gli altari delle concubine

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Chilgung

Ogni Re, si sa, ha la sua Regina, e i Re coreani dell’epoca Joseon non sono stati un’eccezione. Eppure, non sono mancate certo anche le concubine, compagne non ufficiali dei regnanti e spesso madri biologiche dei successori al trono. Scopriamo quindi Chilgung, il santuario dove risiedono gli altari di sette delle concubine dei Re.

Ma perché Chilgung ha un ruolo così importante? Partiamo con il dire che nella spiritualità tradizionale coreana, c’è grande rispetto per la commemorazione dei defunti. Ciò vale sia per le famiglie comuni, sia per quelle nobili e reali. In specifiche ricorrenze annuali, vengono costruiti altari fissi o mobili con le tavolette ancestrali e alcuni oggetti dei propri antenati con lo scopo di rendere loro omaggio. Il rituale è spesso poi completato con l’offerta di cibi o doni in base alla specifica occasione (in coreano, chiamato jesa – 제사). I nomi degli antenati, iscritti sulle tavolette di materiale e forma diversi, hanno così lo scopo di segnaposto per lo spirito dell’antenato.

Per quanto riguarda la dinastia reale, esiste un mausoleo con le tavolette dei Re e Regine della Corea. Si chiama Jongmyo e si trova nella città di Seoul. Costruito durante il periodo Joseon (1392–1910), secondo l’UNESCO sarebbe il tempio confuciano reale più antico ancora conservato. Tuttora si svolgono rituali e cerimonie per elogiare e commemorare la famiglia reale ed è sicuramente una meta rinomata anche per i turisti. Tuttavia, questo spazio sacro è dedicato solo a coloro che portavano il titolo di Re e Regina – quindi, le concubine ne erano escluse. Eppure, erano spesso queste ultime a dare alla luce i futuri regnanti.

Chilgung: la sua funzione

Chilgung è quindi il posto che ha la funzione di raccogliere e ricordare le tavole ancestrali di queste donne. Il nome significa “sette palazzi”, in quanto nel complesso sono raccolti ben sette piccoli templi, ognuno dedicato ad una concubina diversa. È situato anch’esso a Seoul, nei pressi di Cheong Wa Dae, di cui vi abbiamo parlato qui. Per questo motivo, fino a poco tempo fa non era possibile visitarlo, mentre con l’apertura ai turisti della Casa Blu ora è possibile entrarvi.

Il sito ed i sette templi

Il sito era composto da Jeogyeonggung, Daebingung, Yeuksanggung, Yeonhogung, Gyeongwoogung e Deokangung. Sono questi i nomi dei sette templi dedicati alle concubine, a cui si aggiungono altri piccoli edifici di natura diversa. Il complesso è stato creato originariamente dal Re Yeongjo (1724-1776), che fece erigere il Yeuksanggung in onore di sua madre. Fu tuttavia solo con gli ultimi due regnanti della dinastia, Re Gojong (1863-1907) e Re Sunjong (1907-1910) che tutte le tavolette ancestrali e i templi dedicati alle concubine consorti furono raggruppati nel complesso come lo conosciamo oggi. Dei sette templi originali, comunque, al momento ne rimangono solo cinque.

Nonostante sia aperto al pubblico, il sito è tuttora sotto ristrutturazione, quindi alcune parti non sono visitabili in parte o completamente. Ogni anno, il quarto lunedì di ottobre, si tiene una cerimonia nazionale a Chilgung, con lo scopo di commemorare e venerare queste donne che hanno partorito sette Re coreani. Vestiti con abiti tradizionali, gli officianti rendono omaggio alle loro tavolette, ringraziandole per aver dato alla luce i regnanti.

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